09/02/2010
Aforismi
"Aforisma: breve massima che esprime una norma di vita o un sentenza filosofica" (Zingarelli).
In questo post intendo raccogliere gli aforismi che più mi colpiscono. Se vorrete contribuire, saròl lieto di pubblicare quelli che mi lascierete come commento.
"Una lingua tagliente è lunico strumento acuminato che migliora con l'uso" (Washington Irving).
"Le donne che non paghi, non sai quanto ti costano" (aninimo).
08:51
Scritto da : padreframarco
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07/02/2010
La Forza della Vita...
Messaggio del Consiglio Episcopale Permanente
per la 32a Giornata Nazionale per la vita
(7 febbraio 2010)
“La forza della vita una sfida nella povertà”
Chi guarda al benessere economico alla luce del Vangelo sa che esso non è tutto, ma non per questo è indifferente. Infatti, può servire la vita, rendendola più bella e apprezzabile e perciò più umana.
Fedele al messaggio di Gesù, venuto a salvare l’uomo nella sua interezza, la Chiesa si impegna per lo sviluppo umano integrale, che richiede anche il superamento dell’indigenza e del bisogno. La disponibilità di mezzi materiali, arginando la precarietà che è spesso fonte di ansia e paura, può concorrere a rendere ogni esistenza più serena e distesa. Consente, infatti, di provvedere a sé e ai propri cari una casa, il necessario sostentamento, cure mediche, istruzione. Una certa sicurezza economica costituisce un’opportunità per realizzare pienamente molte potenzialità di ordine culturale, lavorativo e artistico.
Avvertiamo perciò tutta la drammaticità della crisi finanziaria che ha investito molte aree del pianeta: la povertà e la mancanza del lavoro che ne derivano possono avere effetti disumanizzanti. La povertà, infatti, può abbrutire e l’assenza di un lavoro sicuro può far perdere fiducia in se stessi e nella propria dignità. Si tratta, in ogni caso, di motivi di inquietudine per tante famiglie. Molti genitori sono umiliati dall’impossibilità di provvedere, con il proprio lavoro, al benessere dei loro figli e molti giovani sono tentati di guardare al futuro con crescente rassegnazione e sfiducia.
Proprio perché conosciamo Cristo, la Vita vera, sappiamo riconoscere il valore della vita umana e quale minaccia sia insita in una crescente povertà di mezzi e risorse. Proprio perché ci sentiamo a servizio della vita donata da Cristo, abbiamo il dovere di denunciare quei meccanismi economici che, producendo povertà e creando forti disuguaglianze sociali, feriscono e offendono la vita, colpendo soprattutto i più deboli e indifesi.
Il benessere economico, però, non è un fine ma un mezzo, il cui valore è determinato dall’uso che se ne fa: è a servizio della vita, ma non è la vita. Quando, anzi, pretende di sostituirsi alla vita e di diventarne la motivazione, si snatura e si perverte. Anche per questo Gesù ha proclamato beati i poveri e ci ha messo in guardia dal pericolo delle ricchezze (cfr Lc 6,20-25). Alla sua sequela e testimoniando la libertà del Vangelo, tutti siamo chiamati a uno stile di vita sobrio, che non confonde la ricchezza economica con la ricchezza di vita. Ogni vita, infatti, è degna di essere vissuta anche in situazioni di grande povertà. L’uso distorto dei beni e un dissennato consumismo possono, anzi, sfociare in una vita povera di senso e di ideali elevati, ignorando i bisogni di milioni di uomini e di donne e danneggiando irreparabilmente la terra, di cui siamo custodi e non padroni. Del resto, tutti conosciamo persone povere di mezzi, ma ricche di umanità e in grado di gustare la vita, perché capaci di disponibilità e di dono.
Anche la crisi economica che stiamo attraversando può costituire un’occasione di crescita. Essa, infatti, ci spinge a riscoprire la bellezza della condivisione e della capacità di prenderci cura gli uni degli altri. Ci fa capire che non è la ricchezza economica a costituire la dignità della vita, perché la vita stessa è la prima radicale ricchezza, e perciò va strenuamente difesa in ogni suo stadio, denunciando ancora una volta, senza cedimenti sul piano del giudizio etico, il delitto dell’aborto. Sarebbe assai povera ed egoista una società che, sedotta dal benessere, dimenticasse che la vita è il bene più grande. Del resto, come insegna il Papa Benedetto XVI nella recente Enciclica Caritas in veritate, “rispondere alle esigenze morali più profonde della persona ha anche importanti e benefiche ricadute sul piano economico” (n. 45), in quanto “l’apertura moralmente responsabile alla vita è una ricchezza sociale ed economica” (n.
44).
Proprio il momento che attraversiamo ci spinge a essere ancora più solidali con quelle madri che, spaventate dallo spettro della recessione economica, possono essere tentate di rinunciare o interrompere la gravidanza, e ci impegna a manifestare concretamente loro aiuto e vicinanza. Ci fa ricordare che, nella ricchezza o nella povertà, nessuno è padrone della propria vita e tutti siamo chiamati a custodirla e rispettarla come un tesoro prezioso dal momento del concepimento fino al suo spegnersi naturale.
Roma, 7 ottobre 2009
Memoria della Beata Vergine del Rosario
Il Consiglio Permanente
della Conferenza Episcopale Italiana
13:24
Scritto da : padreframarco
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02/02/2010
Hanno detto o scritto...
Questo post, che mi propongo di arricchire e ripubblicare ogni mese, raccoglierà le citazioni che mi vanno colpendo:
«Tu pensa ad un pianoforte, i tasti iniziano, i tasti finiscono, tu lo sai che sono 88 e su questo nessuno può fregarti. Non sono loro ad essere infiniti, tu sei infinitno, e dentro quegli 88 tasti la musica che puoi fare è infinita. In questo posso vivere.» (Novecento, da La leggenda del pianista sull'oceano).
«La morale della sequela parte da Cristo; è Lui la legge della nostra vita: i valori si rispecchiano nel Maestro; è il Maestro che ci mostra ciò che è “valore”» (B. Häring)
"Questo è l'importante: che io alla situazione così come mi si espone, presti ascolto come al rivelarsi a me della parola, sino in fondo, sin là dove l'ascolto sfocia nell'essere, e percepisca ciò che vi è da percepre, e a ciò che percepisco dia risposta" (M. Buber)
«L’origine di tutti i conflitti tra me e ilo mio prossimo sta nel fatto che io non dico ciò che intendo e non faccio ciò che dico. Perché così la situazione tra me e l’altro diventa sempre più intricata, si avvelena sempre più» (M. Buber)
lo. Col tuo amore, se vuoi, potrai fare il mondo più buono.lo. Col tuo amore, se vorrai, potrai fare il mondo più buono.» (Gandi, "Se siamo fratelli")
"La nostra vita è uguale alla manera [accetta] ... va affilata giusta se vuoi che funzioni, se vuoi che tagli le difficoltà non deve essere nè troppo sottile nè troppo conica se no non vai avanti. La mola che affila le nostre vite è l'educazione, i valori dati da una buona educazione sono importanti, ma più importante è l'inclinazione. Chi ci dà l'educazione deve premere la vita sulla mola con l'inclinazione giusta, altrimenti sbaglia il filo e con il filo sbagliato i giovani non tagliano le difficoltà, ma si rompono" (Mauro Corona, Storia di Neve, 488)
«A me interesa parlare di temi importanti: la vita, la morte, l'esistenza di Dio, il libero arbitrio. Il "fantastco" non è fine a se stesso, ma sostiene e dà corpo al realismo... Non abbiamo bisogno di liste di ciò che è giusto e ciò che è sbagliato, abbiamo bisogno di libri. "Non devi" è presto dimenticato, "C'era una volta" durerà per sempre.» (Philip Pullman, premio Astrid Lindgren Memorial 2005, parlando della sua opera)
«Amate tutta la creazione divina, nel suo insieme e in ogni granello di sabbia. Amate ogni fogliolina, ogni raggio di sole! Amate gli animali, amate le piante, amate ogni cosa! Se amerai tutte le cose, coglierai in esse il mistero di Dio. Coltolo, comincerai a conoscerlo senza posa ogni giorno di più e più profondamente. E finirai per amare tutto il mondo di un amore ormai totale e universale.» (Il testamento di Zosima in: F. Dostoevskij, I fratelli Karamazov)
Con la fede saremo in grado di strappare alla montagna della disperazione una pietra di speranza. Con questa fede saremo in grado di trasformare le più stridenti discordie in una bellissima sinfonia di fratellanza. (Martin Luther King)
«A molti individui o popoli può accadere di ritenere, più o meno consapevolmente, che “ogni straniero è nemico”. Per lo più questa convinzione giace in fondo agli animi come un’infezione latente; si manifesta solo in atti saltuari e incoordinati e non sta all’origine di un sistema di pensiero. Ma quando questo avviene, quando il dogma inespresso diventa premessa maggiore di un sillogismo, allora, al termine della catena, sta il Lager» (Primo Levi, Se questo è un uomo)
«Nessun uomo è un isola, intero in se stesso. Ogni uomo è un pezzo del continente, una parte della terra. Se una zolla viene portata dall’onda del mare, l’Europa ne è diminuita… Ogni morte d’uomo mi diminuisce, perché io partecipo dell’umanità. E così non mandare mai a chiedere per chi suona la campana: Essa suona per te» (John Donne citato da E. Hemingway)
09:15
Scritto da : padreframarco
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