Carissimi, non prestate fede a ogni ispirazione … (1Gv 4,1)

medjugorje,medjugoriePremetto che non intendo schierarmi né pro né contro l’autenticità dei messaggi di Medjugorje (ci sono persone molto più competenti di me che se ne stanno occupando). Intendo solamente invitare alla prudenza e a non fondare la propria fede su questi fenomeni: «Carissimi, non prestate fede a ogni ispirazione, ma mettete alla prova le ispirazioni, per saggiare se provengono veramente da Dio, perché molti falsi profeti sono comparsi nel mondo» (1Gv 4,1). Vorrei ricordarvi, inoltre, una affermazione di Benedetto XVI: «Che cosa pensare — Egli si chiede — delle rivelazioni private approvate dalla Chiesa, quali, per esempio, quelle di S. Ildegarda, di S. Brigida e di S. Caterina da Siena?…  Alle predette rivelazioni, anche se approvate, NON SI DEVE NÉ SI PUÒ PRESTARE UN ASSENSO DI FEDE CATTOLICA, MA SOLTANTO UN ASSENSO DI FEDE UMANA, secondo le regole della prudenza, secondo le quali le suddette rivelazioni sono probabili e piamente credibili» (De Servorum Dei Beatificatione, L. III, c. 53, n. 15; cfr. L. II, c. 32; n. 11, Bassano 1767, t. III, p. 277; t. II, p. 138-139). E sta parlando di rivelazioni approvate, mentre ciò che avviene a Medjugorje è ancora sotto osservazione.

Vedo con preoccupazione il diffondersi come vere di alcune “rivelazioni” che contrastano con l’insegnamento della Chiesa. Sono “piccole cose” che facilmente vengono fatte passare come incomprensioni, errori di traduzioni … ma si affermano minando la credibilità dell’insegnamento della Chiesa.

Ultimamente mi sono trovato a commentare un’affermazione tratta da un “messaggio della Madonna” e propagata da Radio Maria (la quale fa tanto bene, ma, a mio modestissimo parere, parla eccessivamente del diavolo e dei messaggi di Medjugorje, lasciando ben poco spazio alla centralità di Cristo): «Mi chiedete della mia assunzione. Sappiate che sono salita al cielo prima della mia morte» (Regina della pace – 15 Agosto 1981). L’antichissima tradizione della Chiesa, recepita nella bolla di definizione del dogma, parla della “dormitio Mariae”, di un addormentarsi nella morte: «Degna di venerazione è per noi, o Signore, la festività di questo giorno, in cui la santa Madre di Dio subì la morte temporale, ma non poté essere umiliata dai vincoli della morte colei che generò il tuo Figlio, nostro Signore, incarnato da lei» (Sacramentario Gregoriano citato nella Munificentissimus Deus). D’altra parte, poteva la Madre e perfetta discepola essere esentata dalla morte che anche il Suo Divin Figlio aveva voluto sperimentare? Anche nell’Angelus di quest’anno il santo padre Benedetto XVI ha lasciato intendere che Maria, perfetta discepola, abbia seguito il Figlio nell’intero mistero pasquale (che include la morte): ‎«Per capire l’Assunzione dobbiamo guardare alla Pasqua, il grande Mistero della nostra Salvezza, che segna il passaggio di Gesù alla gloria del Padre attraverso la passione, la morte e la risurrezione. Maria, che ha generato il Figlio di Dio nella carne, è la creatura più inserita in questo mistero, redenta fin dal primo istante della sua vita, e associata in modo del tutto particolare alla passione e alla gloria del suo Figlio.» (Benedetto XVI, Angelus 15/08/2012). Non so voi, ma se le “rivelazioni private” differiscono da ciò che insegna la Chiesa, io preferisco credere alla Chiesa cui il Signore ha garantito l’assistenza dello Spirito.

Un’altra “piccola” discrepanza la vedo nella data della Natività di Maria che la Chiesa celebra l8 settembre. Nel “Messaggio” del 1 agosto 1984 si afferma: «Il cinque agosto prossimo si celebri il secondo millennio della mia nascita. Per quel giorno Dio mi permette di donarvi grazie particolari e di dare al mondo una speciale benedizione. Vi chiedo di prepararvi intensamente con tre giorni da dedicare esclusivamente a me. In quei giorni non lavorate. Prendete la vostra corona del rosario e pregate. Digiunate a pane e acqua. Nel corso di tutti questi secoli mi sono dedicata completamente a voi: è troppo se adesso vi chiedo di dedicare almeno tre giorni a me?»

Non è tanto un problema di data che, lo sappiamo, è stata stabilità “per convenzione” il V secolo in occasione della dedicazione della Basilica di Santa Maria, edificata sul luogo della casa natale di Maria. Ma mi chiedo: che motivo può avere la Madre della Chiesa di stabilire una data differente? La Maria presentataci dalla Rivelazione, l’umile fanciulla di Nazareth di cui i Vangeli non ci riportano che poche (ma fondamentali) parole, che motivo poteva avere per rettificare una cosa così accessoria? Desiderio di verità storica? Perché, allora, non rivela la data storica della nascita di Gesù il nostro Salvatore? Questa rivelazione e richiesta della Regina della Pace, mi sembra un po’ troppo “fuori stile”, troppo centrata su di sé, per riuscire a crederla realmente proveniente dalla Madre di Gesù. Il messaggio del 5 agosto 1984, poi, arriva a smentire la tradizione millenaria della Chiesa con un’affermazione sorprendente: «Figli cari! Oggi sono felice, tanto felice! Non ho mai pianto di dolore nella mia vita come questa sera piango di gioia! Grazie!»

Ci troviamo dinanzi ad una “Madonna” che piange di più per la felicità del suo compleanno che non, come è stato ben tradotto e diffuso da anni ufficialmente, per la morte del Figlio sotto la Croce. In sostanza la Regina della Pace sostiene che nella sua vita (non ci sono specifiche differenti) non ha mai pianto così tanto di dolore, come in occasione del suo fantomatico compleanno piange di gioia.

Dinanzi la questione dell’autenticità viene spesso e giustamente citato il criterio evangelico: «Daieresia frutti li riconoscerete»; si citano le numerosissime conversioni, le migliaia di confessioni ecc. Anch’io quando sono stato a Medjugorje ho potuto costatare il clima di preghiera e le confessioni che vi si celebravano e voglio sperare che le conversioni fossero autentiche e non “emotivamente fondate” (finita l’emozione, finisce anche la conversione: il seme caduto sulla pietra: «Quelli sulla pietra sono coloro che, quando ascoltano, accolgono con gioia la parola, ma non hanno radice; credono per un certo tempo, ma nell’ora della tentazione vengono meno.» Cfr. Lc 8,13).

Ma non sono pure frutti da valutare le disobbedienze, le ribellioni, le prese di posizione contro i propri pastori, le divisioni che il fenomeno sta provocando?

Io, ribadisco, attendendo un pronunziamento ufficiale del Magistero, cerco di discernere “ciò che va preso e ciò che va lasciato” e voglio ricordarvi che “la scimmia di Dio”, il diavolo, è capace di creare confusione manifestandosi come “angelo di luce”.

A Gesù per Maria.

fra Marco

Vi cito due link che motivano ampiamente i loro dubbi:

http://www.chiesaviva.org/medjugorje.html

http://www.pontifex.roma.it/index.php/opinioni/consacrati/7816-inchiesta-scottante-a-medjugorje-e-apparsa-la-madonna-o-il-demonio-posizione-della-santa-sede-sulle-apparizioni-di-medjugorje-inchiesta-prima-parte-non-si-scandalizzino-gli-ingenui

aggiungo il link di un video chiarissimo:

 http://www.youtube.com/watch?v=-hqdxKrHzU8

 

 

Carissimi, non prestate fede a ogni ispirazione … (1Gv 4,1)ultima modifica: 2012-08-20T11:48:00+00:00da padreframarco
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Un pensiero su “Carissimi, non prestate fede a ogni ispirazione … (1Gv 4,1)

  1. l’invito a fare discernimento vale naturalmente anche per le argomentazioni contrarie alla autenticità riportate nei link che pubblico. Prendiamo ciò che va preso fondandoci sull’obbedienza alla Chiesa. Queste argomentazioni, purtroppo, sono intrise di risentimento verso la Chiesa post-conciliare. Facciamo attenzione.

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