Stolto, questa notte stessa ti sarà richiesta la tua vita. E quello che hai preparato, di chi sarà?

 

th.jpg«La campagna di un uomo ricco aveva dato un raccolto abbondante. Egli ragionava tra sé: “Che farò, poiché non ho dove mettere i miei raccolti? Farò così – disse –: demolirò i miei magazzini e ne costruirò altri più grandi e vi raccoglierò tutto il grano e i miei beni. Poi dirò a me stesso: Anima mia, hai a disposizione molti beni, per molti anni; ripòsati, mangia, bevi e divèrtiti!”. Ma Dio gli disse: “Stolto, questa notte stessa ti sarà richiesta la tua vita. E quello che hai preparato, di chi sarà?”. Così è di chi accumula tesori per sé e non si arricchisce presso Dio». (Lc 12,13-21)

«Arriva la malattia, si avvicina la morte, vengono i parenti e gli amici e dicono: Disponi delle tue cose. E la moglie e i figli e i parenti e gli amici fingono di piangere. Ed egli sollevando lo sguardo e vedendoli piangere, mosso da un cattivo sentimento, dice tra sé: “Ecco, la mia anima e il mio corpo e tutte le mie cose pongo nelle vostre mani”. In verità quest’uomo è maledetto poiché confida e affida la sua anima, il suo corpo e tutti i suoi averi in tali mani. Per cui dice il Signore per mezzo del profeta: Maledetto l’uomo che confida nell’uomo (Ger 17,5). E subito fanno venire il sacerdote, e il sacerdote gli dice: Vuoi ricevere la penitenza dei tuoi peccati? Ed egli risponde: Sì. Vuoi dare soddisfazione, con i tuoi mezzi, così come puoi, per le tue colpe e per quelle cose che hai defraudato e nelle quali hai ingannato gli uomini? Risponde: No. E il sacerdote: perché no? Perché ho tutto disposto nelle mani dei miei parenti e dei miei amici. E incomincia a perdere la parola, e così quel misero muore di un’amara morte. Ma sappiano tutti che qualsiasi uomo, ovunque muoia in peccato mortale senza dare soddisfazione, e può soddisfare e non soddisfa, il diavolo rapisce la sua anima dal suo corpo con una angoscia e con una sofferenza così grandi che nessuno può sapere se non colui che lo prova. E tutti i talenti, l’autorità e la scienza e la sapienza che egli stesso credeva avere, gli sono tolte (Lc 8,18). E i parenti, gli amici gli prendono il patrimonio e se lo dividono e poi dicono: Maledetta sia la sua anima, poiché poteva darci e acquistare più di quanto non acquistò. I vermi poi mangiano il corpo. E così perde l’anima e il corpo in questa breve vita e va nell’inferno, ove sarà eternamente bruciato. Nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo.» (S. Francesco d’Assisi, Lettera a tutti i fedeli, FF 205)

Stolto, questa notte stessa ti sarà richiesta la tua vita. E quello che hai preparato, di chi sarà?ultima modifica: 2013-08-04T10:05:29+00:00da padreframarco
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