La Croce e la Misericordia

croce, pio, misericordiaOggi, festa della santa Croce, iniziamo la Novena di Padre Pio. Abbiamo pure ascoltato le tre parabole della Misericordia riportate nel Vangelo di Lc.

Cosa significa avere misericordia? Avere un cuore rivolto ai miseri, ai poveri, a coloro che hanno smarrito la via della vita e per questo soffrono una vita senza senso e senza gioia. È questo il sentimento che traspare dalle Parabole di Gesù: il Padre, che Gesù è venuto a rivelarci, ha un cuore rivolto verso gli smarriti, verso i miseri.

Sono questi, ancora, gli stessi sentimenti che animano il ministero sacerdotale di Padre Pio il quale scriveva: «La grandissima compassione che sente l’anima alla vista di un povero, le fa nascere nel suo proprio centro un desiderio veementissimo di soccorrerlo … Se so poi che una persona è afflitta sia nell’anima che nel corpo, che non farei presso il Signore per vederla libera dai suoi mali? Volentieri mi addosserei, pur di vederla andar salva, tutte le sue afflizioni.»[1]

Altrove scrive: «Da parecchio tempo sento in me un bisogno, cioè di offrirmi al Signore vittima per i poveri peccatori … l’ho fatta, è vero, più volte questa offerta al Signore …».

E le sue non erano vuote parole: trascorreva intere giornate amministrando il sacramento della riconciliazione e facendo realmente della sua vita un’offerta d’amore per i più miseri. E il Signore, lo sappiamo, accoglie la sua offerta e gli dona le Stimmate facendolo partecipe in maniera particolare del mistero della redenzione che scaturisce dalla Croce.

È dalla Croce, infatti, dall’offerta d’amore che Gesù fa della sua stessa vita, che ha origine la nostra salvezza. Forse però sarebbe bene qualche chiarimento:

La Croce non è un optional, un incidente della vita Cristiana, qualcosa che può pure mancare: lo sappiamo bene, Gesù ha detto «Chi vuol venire dietro di me, rinneghi se stesso, prenda la sua Croce e mi segua». Come anche recentemente ci ha ricordato Papa Francesco: «Quando camminiamo senza la Croce, quando edifichiamo senza la Croce e quando confessiamo un Cristo senza Croce, non siamo discepoli del Signore: siamo mondani, siamo Vescovi, Preti, Cardinali, Papi, ma non discepoli del Signore.»[2]

La Croce, ancora, non è una sofferenza che subiamo nostro malgrado, con rassegnazione, perché non possiamo farne a meno; la Croce è un’offerta d’amore, una sofferenza accolta per amore di Cristo e dei fratelli, un mettere da parte “noi stessi” per Amore.

La Croce, quindi, non va “sopportata”, subita; Tanto meno va evitata. La Croce va abbracciata per amore e con amore. È così che la portava padre Pio che così scriveva: «Si, io amo la Croce, la Croce sola, l’amo perché la vedo sempre alle spalle di Gesù. Ormai Cristo vede benissimo che tutta la mia vita, tutto il mio cuore è votato tutto a Lui e alle sue pene»[3].

Ciò non toglie che egli, come noi, sperimentasse tutto il peso della Croce, ma conosce un segreto per non cadere: «Conosco per propria esperienza che il rimedio per non cadere è l’appoggiarsi alla croce di Cristo, con la confidenza in Lui solo, che per la nostra salvezza volle esservi appeso»[4]

La Croce, infatti, lo ribadisco è la sorgente della nostra salvezza: è attraverso la Croce che la Misericordia di Dio giunge al suo culmine e salva tutti gli uomini. È con la Croce, quindi, sull’esempio di Padre Pio e di tutti i santi, che siamo chiamati a seguire Gesù: siamo chiamati a fare della nostra vita un’offerta d’amore, rinnegando noi stessi, il nostro orgoglio, la nostra vanagloria, per Amore di Dio e dei fratelli.

Siamo chiamati a “perdere la vita” per trovare la Vera Vita, quella vita eterna e piena di senso che solo Gesù ci può dare. Diversamente, se vorremo salvare la nostra vita, la perderemo: faremo l’esperienza del “figliol prodigo” che per “salvarsi la vita” abbandona la casa paterna e fa l’amara esperienza del fallimento del non senso.

Se poi viviamo le nostre croci con rassegnazione, senza abbracciarle, faremo l’esperienza del figlio maggiore: arrabbiato con il Padre e il mondo intero perché incapace di comprendere la Vita cha ha a portata di mano …

Abbracciamo, allora, la Croce di Cristo, portiamola con amore dietro a Lui per sperimentare la salvezza che solo i nostro Signore ci può dare.




[1] Epist I, 462

[2] Omelia del 14/3/13

[3] Epist. I, 335

[4] ivi, 463

La Croce e la Misericordiaultima modifica: 2013-09-14T20:00:00+00:00da padreframarco
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