Io non sono venuto a chiamare i giusti, ma i peccatori

misercordia, peccatori, Matteo«Gesù, vide un uomo, chiamato Matteo, seduto al banco delle imposte, e gli disse: «Seguimi». Ed egli si alzò e lo seguì. … Andate a imparare che cosa vuol dire: “Misericordia io voglio e non sacrifici”. Io non sono venuto infatti a chiamare i giusti, ma i peccatori». (Mt 9,9-13)

Trovo il Vangelo di questa festa particolarmente consolante: il Signore è venuto per i peccatori, è venuto per me!

Ciò che è importante, quindi, non è ciò che sono stato, ciò che ho fatto, ma che oggi, incontrando il Signore, mi alzo per seguirLo: lascio la via di peccato per camminare nelle sue vie. Gesù è misericordioso, anzi è la Misericordia in persona, ma la misericordia non nega il peccato, non chiama giusto ciò che invece è sbagliato; la Misericordia si china sula miseria, su i peccati, per curare la nostra miseria e farci rialzare e abbandonare le vie della morte, del non senso, per seguire la Via della Vita.

Il Signore è venuto per i peccatori, per coloro che riconoscono di avere sbagliato, ma non hanno la forza per rialzarsi. È venuto per noi perché possiamo seguirLo. I “giusti”, invece, coloro che negano di essere in errore e che pretendono di chiamare giusto ciò che non lo è, si escludono da questa misericordia: il Signore è venuto anche per loro, ma essi pensano di non averne bisogno.

Concludo con un brano della lunga intervista a Papa Francesco recentemente pubblicata (e, a mio parere, strumentalizzata dai media):

«La Chiesa a volte si è fatta rinchiudere in piccole cose, in piccoli precetti. La cosa più importante è invece il primo annuncio: “Gesù Cristo ti ha salvato!”. E i ministri della Chiesa devono innanzitutto essere ministri di misericordia. Il confessore, ad esempio, corre sempre il pericolo di essere o troppo rigorista o troppo lasso. Nessuno dei due è misericordioso, perché nessuno dei due si fa veramente carico della persona. Il rigorista se ne lava le mani perché lo rimette al comandamento. Il lasso se ne lava le mani dicendo semplicemente “questo non è peccato” o cose simili. Le persone vanno accompagnate, le ferite vanno curate. Come stiamo trattando il popolo di Dio? Sogno una Chiesa Madre e Pastora. I ministri della Chiesa devono essere misericordiosi, farsi carico delle persone, accompagnandole come il buon samaritano che lava, pulisce, solleva il suo prossimoI ministri del Vangelo devono essere persone capaci di riscaldare il cuore delle persone, di camminare nella notte con loro, di saper dialogare e anche di scendere nella loro notte, nel loro buio senza perdersi»

Io non sono venuto a chiamare i giusti, ma i peccatoriultima modifica: 2013-09-21T09:36:00+00:00da padreframarco
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