15/01/2012
«Mi hai chiamato, eccomi!» (1 Sam 3,5).
«Andrea, fratello di Simon Pietro, era uno dei due che avevano udito le parole di Giovanni e lo avevano seguito. Egli incontrò per primo suo fratello Simone e lo condusse da Gesù» (Gv l,40s.).
Coloro che poco prima avevano ricevuto il talento, lo fanno subito fruttificare e lo offrono al Signore. Queste anime, che sono disposte ad ascoltare e ad apprendere, sono effettivamente tali che non necessitano di molte parole per essere istruite, e neppure di un lungo periodo di anni o di mesi per produrre il frutto dell'insegnamento. Esse, invece, raggiungono la perfezione già fin dall'inizio del loro apprendimento. «Istruisci il saggio e diventerà ancora più saggio; da consigli al giusto, e aumenterà la sua capacità di ricevere» (Pr 9,9).
Andrea, dunque, salva Pietro, suo fratello; e indica, in poche parole, tutto il grande mistero. Egli dice infatti: «Abbiamo trovato il messia», ossia «il tesoro nascosto nel campo o la perla preziosa», secondo un'altra parabola del vangelo (cfr. Mt 13,44s.).
Gesù, allora, lo fissa negli occhi, come conviene a Dio che conosce «le menti e i cuori» (Sal 7,10), e prevede quale grande pietà raggiungerà quel discepolo, a quale eccelsa virtù e a quale perfezione sarà elevato [...]. Poi ancora, non volendo più che si chiamasse Simone, e considerandolo già nella sua podestà, con una omonimia lo chiamò Pietro, da 'pietra': mostrando in anticipo che egli, cioè, avrebbe fondato la sua chiesa (CIRILLO ALESSANDRINO, Commento al vangelo di Giovanni, ii,1, passim).
08:59 Scritto da: padreframarco in commento alla Parola | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | Tag: sequela, discepolo | OKNOtizie |
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